La destinazione d’uso di un immobile indica la funzione per cui esso è stato costruito o viene utilizzato, secondo la classificazione urbanistica e catastale. Ogni immobile ha una destinazione specifica, regolata dalle normative locali, che ne determina le possibilità di utilizzo.
Principali categorie di destinazione d’uso:
- Residenziale (A) – Abitazioni private, appartamenti, ville.
- Commerciale (C, D1) – Negozi, bar, ristoranti, supermercati.
- Direzionale/uffici (A/10) – Studi professionali, uffici aziendali.
- Industriale e artigianale (D) – Capannoni, laboratori, fabbriche.
- Turistico-ricettiva (D/2) – Alberghi, bed & breakfast, ostelli.
- Agricola (E) – Terreni e strutture adibite all’agricoltura.
- Servizi pubblici (B, E) – Scuole, ospedali, caserme.
Cambi di destinazione d’uso
Se vuoi modificare la destinazione d’uso di un immobile (ad esempio, da residenziale a commerciale), devi verificare:
- Il Piano Regolatore Comunale, che stabilisce le funzioni ammesse per ogni zona.
- Le normative edilizie, che possono richiedere permessi specifici.
- Eventuali vincoli (paesaggistici, storici, ambientali).